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    24 January

    NuvoleTenere

    Fuori piove.
    Ho sedic’anni, a scuola, nei mattini d’inverno umidi.
    Il sole arriva solo alla fine. E il mare s’avvicina, rischiarando il sorriso, i pensieri, le cose.
    Ho sedic’anni di nuovo.
     
    (E vorrei fosse per sempre)
     
    Il mio cuore è amore per la prima volta. Per poco, non sa, non capisce, ma è sazio.
    Del sorriso lontano d’uno sconosciuto che m’accarezza come fossi fragile cristallo.
    Eppure il mio rosso resta lì per poco. Sfuggente.
    Orizzonti nuovi carichi di luce.
    Inizia l’età della vita vera. Guardo chi ho attorno vivere intensamente di pazzie ostentate,
    che non m’appartengono, non sono mie.
    Non posso.
    Non ho il coraggio.
     
    (Oggi com’allora)
     
    Vivo nei miei giorni silenziosi come la principessa del Regno unico che mi sono guadagnata.
    Amo il resto senza dimostrarlo, amo il cielo perch’è infinito.
    Amo il sorriso dolce di chi mi stringe col pensiero.
     
    (Sorrisi scomparsi chissà dove eppure tutti qui nel mio cuore)
     
    E’ un mondo solo, il mio, ma pieno d'ombre seducenti che mi coccolano.
    Viziata.
    Ma il mio mondo appartiene solo a me, nessuno riesce ad irrompere davvero.
     
    (Solitudine cosmica del mio cuore senza parole)
     
    Amo. Ma non abbastanza
    fluorescente
    da scoprirmi.
    Amo in bianco e nero.
    Favola d’altri tempi. Resta solo mia.
    Amo forte. Amo ad alta voce, grido.
    Eppure amo sola.
    Amo l’universo ch’ho attorno. Dalla mia bolla di sapone.
    Liscia come porcellana, fragile ma forte. Bianca.
    Ed il silenzio m’appartiene.
    I colori sono tutti fuori. Mi riempio gl’occhi senza contagiarmi...
     
    Ed io sono qui, presente nel mio passato apparente.
     
    19 January

    Pensieri-Accoglienti-Taglienti-Impazienti

     
    (perchè l'infinito non è sempre così nero,
    dal fondo del mio buco...)
     
     
    Cielo senza nuvole. E poi di colpo (Tu).
    Improvvisamente nei miei occhi come fossi qui.
    Il solco leggero d’una dolcezza sorridente nei miei ricordi, profumo di momenti passati,
    d’ombre incrociate, scambiate senza parole.
    Ricordi sbiaditi ma profumati
    viola incandescente.
    L’alito di vento mi scompiglia le pieghe del vestito, un orlo che mi sono cucita addosso m’incatena
    ad un presente incomprensibile. E mi scappi tu.
    Da questa vita in cui potresti essere.
    Tanto.
    Silenzioso come sei entrato.
    Leggero in punta di piedi
    rubandomi un angolo di cuore che ti è rimasto lì,
    incastrato tra le dita.
    Tra le rughe del tuo sorriso accogliente.
    Non so se rivedrò quello sguardo, ma in questi mattini di sole pallido lontano
    tu ci sei.
    Il mio sguardo incrocia il mondo
    ed anche dal mio buco riesco a vederti.
    Sei un pensiero che mi è rimasto dentro.
    Silenzioso.
    Come le parole dette. Che non torneranno.
    Ma che sono tutte qui.
    Sei rimasto. Chissà perché.
    Come o quando. Quanto.
    Chissà dove…
     
     
    (Ed un’emozione impaziente mi divora.
    Per non lasciarti fuggire del tutto.
    Eppur non so come fare...
    Non mi leggerai, ma io sono qui anche per te.
    Ed un po' di cuore si riscalda.)
     
     
     

     

    Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona.

    Mi duole vivere in una situazione di disagio.

    Debbono esserci isole verso il sud delle cose

    Dove soffrire è qualcosa di più dolce,

    dove vivere costa meno al pensiero,

    e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole

    e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali

    né al giorno del mese o della settimana che è oggi./ 

    Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d'offendere,

    un cuore eccessivamente spontaneo

    che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale

    che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta,

    tristi canzoni, come le strade strette quando piove.

    (Pessoa)

    05 January

    ImmaginiSfoca(<TE>)

    Come un'ombra te ne vai.
    I tuoi passi silenziosi
    mi bucano l'anima.
    Il cielo piange, ma
    sfoggio un sorriso ostentato da strappare
    con unghie laccate di fresco
    rosso amore.
    Artigli avvelenati che mi bucano il cuore
    e poi giù,
    fin a quel che resta di me.
    Io che non sono più io.
    Piove.
    Ma tu non devi saperlo.
     
    Ed è di nuovo il buco. Più profondo che mai.
    - Sento il peso del vuoto -
     
    La parte migliore della mia vita
    sciolta
    nell'irrisolutezza
    d'una notte di ego spinto.
    I sogni bruciati nel fuoco
    dell'egoismo.
     
    La  tristezza del risveglio nel buco freddo d'un'esistenza senza il cuore.
    - Non mi graffierò mai abbastanza -
     
    30 December

    CiòCheVorreiScrivere...

    Non c'è contatto di mucosa con mucosa
    eppur m'infetto di te,
    che arrivi e porti desideri e capogiri
    in versi appassionati e indirizzati a me;

    e porgi in dono la tua essenza misteriosa,
    che fu un brillio fugace qualche notte fa;
    e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
    che alle pareti vanno a dire "ti vorrei qua".

    Questa è la canzone che scrivo per te:
    l'ho promessa ed eccola.
    Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
    prima che ti conoscessi.

    (Ora ho il tuo splendido sorriso da succhiare:
    sfavilla di felicità.
    L'osservo su dalla tua fronte vanitosa
    che ai miei baci ha chiesto la priorità)

    Pure frigid waters from these eyes that always miss you
    Nothing but violence from my empty gun
    I'm using silver to light up these blackheart faces
    blinding your fingers with my skin that burns for you

    Questa è la canzone che scrivo per te:
    l'ho promessa ed eccola.
    Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
    proprio mentre ti conosco.

    This song is for me
    I listen like I promised you
    I can see me in your words from hell
    that you write for me

    E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore
    immune da difese che non servono.

    Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,
    che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me...e questo è il tuo svago.
    Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.
    Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.

    Don't, don't tell me. What you want from me
    No, don't tell me. I don't wanna hear. Don't tell me

    Questa è la canzone che scrivo per te:
    l'ho promessa ed eccola.
    Riesci a scorgerti? Non ci sei più,
    dopo che ti ho conosciuta...
    26 December

    Basta.

    Basta.
    Basta.
    Basta.
    Oggi basta così.
    Pianti, tristezze, menate.
    Voglio lasciar tutto lì, in fondo al buco.
    Voglio uscire e baciare il sole. Il mondo che m'accoglie.
    I sorrisi che m'abbracciano dolcemente.
    Basta.
    Rumore lontano di campane, la voce di una bimba mi chiama.
    E' gioia di scoperta. E' credere d'esser soli al mondo
    e scoprire il resto come d'incanto.
    Voglio quegl'cchioni grandi sull'universo.
    Cometa sfuggente, a volte impietosa,
    ma splendente d'emozione.
    The sweetest thing.
    Voglio correre.
    Aria piena nei polmoni e luce negl'occhi.
    Non voglio più queste nubi basse che m'offuscano la vista.
    Devo vivere. Il tempo s'accorcia.
    Devo credere.
    Oggi no, oggi basta...
     
    E grazie al cuore di tutti coloro che m'hanno accarezzata in questi giorni...
     
     
     
     
     
    *sarò la tua amante. Il resto passerà.*
    25 December

    BiancoNataleIpocrita.

    Devo essere più buona.
    Oggi è Natale.
    Devo essere più buona.
    Più allegra, sorridente, felice, altruista, emozionata, generosa, leggera.
    E perchè?
    Perchè è Natale.
    Eppure io mi sento svuotata proprio come tutti gl'altri giorni.
    Fors'anche di più.
     
    Non vogliamo le stesse cose.
     
    E allora auguri.
    Con una stella che t'iilumini
    senza disturbare.
    Col suo calore
    che ti circondi senz'arrossire.
    Il riverbero candido
    che t'accompagni mite ogni giorno.
    E allora auguri. Figli silenziosi di quella stella che vedi.
    Che sono io. Che ti guardo.
    Che ti vorrei qui.
    Ma non vogliamo le stesse cose.
     
    Oggi gira così. Domani chissà...
     
     
     
     
     
     

    …e vorrei avere maggiori virtù da offrire e meno ostacoli immaginari…

    Il mio abbraccio a tutti voi che mi stringete ogni giorno.

    Buon Natale.

    (meno ipocrita del mio)

    24 December

    LacrimeDallaLuna

    Sono fUmO negl'occhi,
    nEbbIA che ferisce,
    luce ch'abbaia nell'oscurità CiECa.
    Sono sOLItudIne,
    l'eco di un tonfo giù, nel profondo,
    nell'immenso del vUoTo che c'occorre.
    Sono una CRepA nel pavimento consumato,
    zoccoli lividi di materia stiracchiata, MALtrattaTA.
    Risuono nell'Iperuranio che mi sono creata.
    Sono IO.
    Sotto questo cielo che non smette di piangere.
     
    E le bolle continuano a risalire il crinale del dEsTInO.
    M'infiammano.
     
    Oggi sono così. Sola e disillusa.
     
     
     
     
     
     
     
    *ma poi perchè il Natale ci vuole tutti più buoni?*
    22 December

    LacrimeDiRugiadaDalPro_fumo_Inebriante

    Mille. I volti che mi guardano.
    Passano rapidi, eppure indelebili.
    Il sorriso m'illumina il viso, facce docili d'allegria mi riscaldano.
    Questa solitudine a volte non è più così vuota.
    Il mio mondo di cristallo si frantuma nella speranza d'un soffio.
    Caldo, che mi rapisca dal buco vuoto ove son caduta.
    Il cielo respira di limpido, pulito.
    Nuvole alte per un attimo offuscano la vista lasciando passare il Sole.
    Il buio non è più buio ed anche un sorriso m'appartiene.
    Non è amicizia. Forse affetto, forse no.
    E' coscienza di sapere che esisto. Non solo per me stessa, ma anche per il resto
    del mio mondo, colorato, apparente.
    Il mio.
    Bello e dannato.
    Dolce e deplorevole, feroce, impietoso.
    Ci sguazzo come una ballerina
    sulle punte, sul bordo tagliente d'un palco di carta,
    di raso, di marzapane avvelenato.
    E' ciò che ho cercato, ciò che ho voluto.
    Rincorso.
    Ciò che m'ha cambiato nel corso d'una notte.
    Attimi di follia tra cieli diversi, nuvole leggere che pesano sullo spirito, sul corpo,
    nella carne.
    Tutto cambia. Ma io amo ancora quei sorrisi.
    Che m'illudo siano sinceri.
    E il Sole continua a risplendere.
    Bellissimo...
     

    Sarei già andato lontano,
    tanto lontano quanto è grande il mondo,
    se non mi trattenessero le stelle
    che hanno legato il mio al tuo destino,
    così che solo in te posso conoscermi.
    E la poesia, i sogni, il desiderio,
    tutto mi spinge a te, alla tua natura,
    e dalla tua dipende la mia vita

    “Sarei già andato lontano”, J. W. Goethe

     

    *E per un attimo m'incanto di contare anch'io per qualcuno.*
     
    21 December

    L'ApprodoOltreLaDisperazione

     
     
    "Vorrei che i sogni perduti o abbandonati al mattino vicino al dentifricio, o quelli traditi per vigliaccheria o per calcolo cinico o per timore degl'altri, ritrovassero la strada e rimanessero al mio fianco per farmi compagnia.
    E vorrei morire all'alba insieme a loro."
     
     
     
    "Sono un ricatto vivente,
    uno scomodo memento mori,
    sono la cattiva coscienza che agita i sonni,
    sono un ammonimento inquietante per un'umanità convinta
    di aver conquistato l'immortalità."
     
     
     
     
     
    Al di là della legge, del diritto all'eutanasia, o al suicidio assistito (...),
    al di là dell'accanimeto terapeutico.
    Del bene e del male, del giusto, dell'errore.
    Al di là di tutto, oggi un uomo si è spento, cosciente della fine della propria vita.
    Spettatore inerme, impedito, del proprio decadimento fisico.
    Con la sua lucidità mentale, con la sua cultura,
    la voglia di sapere.
    Col suo coraggio.
    E col suo amore, il suo rispetto ultimo,
    grandissimo, per la vita...
    Il mio ricordo per lui.
    Per non dimenticare chi soffre senza speranza.
     
     
     
     
    [...]Non dormo non sogno
    cerco
    nel buio spezzato dei fari abbaglianti
    l'ultima curva che dica
    <arrivato>[...]
     
    Piergiorgio Welby
     
    17 December

    TracceInde(F)lebiliRossoPassione

     
    Se passerai
    Di nuovo
    Nella mia vita
    graffia il mio giorno
    con i tuoi artigli d’oro,
    bagna il mio viso
    con la tua dolce rugiada,
    colora il mio presente di rosso-viola dai toni spenti.
    E poi accendili, col fuoco dell'adrenalina ubriaca,
    dell'ambrosia,
    che ti riscalda l'anima,
    che ti fa vedere oltre il confine
    oltre ciò che è e non è più
    oltre il fumo
    di una vita fluorescente mascherata di giallo grigiore tetro.
    Lenisci le mie ferite
    col tuo soffio freddo,
    asfissiante,
    dolce e aggraziato,
    è il ballo dei tuoi occhi dentro il mio stomaco.
    Dei tuoi denti
    sulle mie unghie.
    Della tua lingua
    sulla linea della mia vita.
    Non ti tocco eppure ti sfioro.
    Limpido volo del mio spirito pindarico...
    16 December

    Dialoghi°Passati°ConUn'AnimaSola/CheNonSa(di)Volare

    Che cos’è la solitudine, in fondo?
    Solo la pace, il rifugio lontano da chi è troppo poco forte per capire davvero le tue emozioni.
    E allora meglio essere soli, che in mezz'agli stolti.
    Non è il mondo a doverti accettare.
    Sei tu che devi andare in cerca di lui.
    Sei solo tu che devi decider se lasciarlo entrare.
    Non puoi sentirti esclusa, diversa. Perché non esiste diversità.
    La razza umana cerca identificazione nel gruppo per sfuggir'a quell’insicurezza, quella fragilità con cui nasce. Per nascondersi all’ombra di un gruppo che finge d’essere unito.
    E in definitiva lo è, ma solo nella piccolezza d'ogni anima sola.
    Non è un gruppo, non un’unica entità, ma l’insieme di tante piccole anime erranti e nulla più.
    Si deve essere fieri della propria diversità.
    Del coraggio di cantare fuori dal coro.
    D’inseguire le proprie passioni, i moti dell’anima più sinceri, silenziosi ma ch'urlano nelle orecchie, che trasudano dalla pelle, che danno i brividi al cervello.
    Le mille voci del cuore.
    La vita c’appartiene. E ogni giorno è tuo e di nessun altro.
    Tuo.
    E deve essere vissuto attraverso i tuoi occhi.
    Le tue membra devono esultare per ciò che t’emoziona veramente, intimamente.
    E nessuno ha diritto di giudicare, deridere.
    Escludere.
    Escluderti.
    Da cosa, poi? Da un’illusione di realtà che non ti sarebbe neppure congeniale.
    Vivi quello che senti dentro, ciò che ti pare vero, che credi possa aiutarti a crescere e a crearti l’esistenza che vuoi.
    Senza preoccuparti di chi non capisce. Perché tanto non capirà mai.
    Non potrà capire. Perché vola troppo basso per poter raggiungere il tuo cielo.
    Tuo e di nessun altro…
    15 December

    PerVoceSola

    Chi ha diritto di Vita o di morte?
    Chi può decidere cosa sia meglio?
    Vivere a corrente elettrica, la spina un cordone ombelicale.
    D'una madre snaturata che non vuole lasciarci sfuggire dal suo abbraccio, che non ci lascia camminare. Da soli, verso la vita.
    O la morte. Come fosse vita...
    Il cantuccio dei nostri dolori, il silenzio della pena.
    Il vuoto. Rotto da un respiro ch'è nostro eppure non c'appartiene.
    Quel respiro, il nostro mondo.
    Il suo alito. Il suo dono, la nostra Vita.
    Forzata. O Trattenuta per i capelli?
    Artigli consumati dalla stretta in bilico. Tra il sole e l'oblio.
    Vita che non è Vita, che non l'è più, non nello sguardo di chi guarda.
    Nè di noi, che siamo osservati.
    Vita in un mondo nostro che solo noi sappiamo s'amare o odiare.
    Che non possiamo rivelare al resto.
    Inchodati ad un letto come in un rifugio, rifugiati dal resto del mondo.
    Che non c'appartiene più.
    Alieni dell'universo comune.
    Extraterrestri intrappolati in una dimensione parallela di solitudine. Beata o dannata?
    Chi può decidere?
    Chi deve decidere?
    Chi vuole decidere?
    Per mancanza di voce si può morire...
    Oppure continuare a trascinarsi la Vita addosso.
     
    "La morte non può essere <dignitosa>.
    Dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita; in special modo quando si va affievolendo a causa della vecchiaia o delle malattie incurabili e inguaribili.
    L'amore è altro.
    Definire la morte per eutanasia <dignitosa> è un modo di negare la tragicità del morire. (...)
    Cos'è la morte? La morte è una condizione indispensabile per la vita."
    Piergiorgio Welby (tratto da: "Lasciatemi morire")
     
    Il destino ha sentieri sconosciuti e spesso troppo crudeli.
    Chi ha il diritto...o il coraggio...di staccare la spina?
    Sofferenza del mondo negl'occhi vivi di chi non può più gridare...
    Noi, che non sappiamo gestire la nostr'unica esistenza, dovremmo decider per qualcun altro?
    14 December

    LàDoveStannoLeStelle

    Mi manca il tuo viso, le tue mani,
    il tuo calore.
    Mi manca quell’abbraccio in cui correre ogni volta che il mondo m’affatica.
    E mi mancano i tuoi occhi,
    la luce che raccolgono dalla Vita,
    che mi donano come il regalo più semplice,
    per me il più prezioso.
    Mi manca lo sguardo tenero che m’accarezza lo spirito ancor prima della pelle.
    Mi manchi tu.
    Che col tuo incedere sicuro hai sconvolto la mia Vita,
    che col tuo fare altalenante,
    a tratti cattivo,
    figlio del mio errore,
    mi uccidi piano.
    Senza il tuo respiro sono un fiore appassito in cerca di Vita.
     
    Senza parlare sei arrivata come una
    vera regina, di nascosto
    hai posato i piedi dentro l'anima.
    (Tagore)
     
    Svegliami da quest'incubo.
    Il male che mi fa è troppo grande, non lo sopporto più.
    L'eco del mondo è assordante, il vuoto m'annienta...eppure quel silenzio...
    Cerco luce, cerco vento, cerco quel ch'ho perso.
    Le Stelle...dove sono le Stelle?
     
    Dormo sonni che non hanno più nulla d'umano, sogni sconvolti, agitati.
    Sogno di correre, sono un guerriero in battaglia. Figlia del male che mi porto dentro, dell'affanno che mi perseguita, che non mi fa sorridere.
    A tratti sono disillusa, a momenti prego di ritrovare un equilibrio. Sopra la follia.
    Il mio tempo corre veloce, non posso fermarlo.
    Il mio giorno è grigio, come il cielo di Milano d'inverno.
    Aria gelida m'attraversa le narici, sono troppo prigra anche per questo.
    Scaldarla.
    Non m'importa. Cammino a testa alta e provo a non piegarmi.
    Cerco la mia Stella che mi guidi.
    Ma non è una cometa, è già caduta...
    O forse no?
    Dovrei smettere di sprecare la mia vita ed accorgermi ch'è troppo breve per aspettare in eterno...
    Ma la mia fermata tarda ad arrivare. Questo viaggio non trova la sua fine.
    La volotà inesistente mi trascina. E io continuo a scivolare...
    Svegliami.
    Svegliatemi.
    Voglio scendere.
    Voglio correre. Ma nella direzione giusta.
    Verso cosa? Verso chi?
    Quella Stella...
    13 December

    SgretolamiL'aria(incerta)Sott'iPiedi...

    Sono un fuoco che arde ad autocombustione.
    Le mie fiamme lambiscono la mia carne,
    i miei occhi riluccicano splendenti,
    accecati dal bagliore che m’appartiene.
    Ho prodotto un incendio ed ora cerco d’estinguerlo
    con la benzina etilica della mia anima corrucciata e affranta.
    Infranta.
    Nei mille pezzi del puzzle del mio cuore.
    12 December

    SoleSpento

    Sotto nuvole lontane, grigie,
    pesanti,
    affondano i miei pensieri.
    Speranze bruciate,
    occhi disillusi, lucidi di pioggia.
    Il sogno infranto nel giorno della mia nascita.
    Speravo di poter avere di più...
     
    Sole spento che m'avvolge,
    brucia,
    E gl'occhi non sanno cogliere
    il blu (in)finito sotto le mie unghie mangiate.
    Volevo avere di più...
     
    Vento freddo,
    di metallo
    che secca la gola e puzza di sangue.
    Ferro.
    Le luci del giorno mi sviano,
    sfuocate dalla nebbia solida, plumbea, che afferro.
    M'avvolge.
    E' pesate eppure non piove.
    Ho buttato via più di ciò che potevo...
     
    Ho buttato via il mio sogno.
    04 December

    VoceSolaRottaDalSilenzio

    Cerco dentro di me delle risposte che non trovo.
    Il silenzio.
    Ecco ciò che m’accompagna da sempre, nel cammino di una vita.
    Ciò che possiedo ora.
    Ciò che mi sorregge, mi consola.
    Lenisce le ferite del mondo e di me stessa.
    Sono qui e non ci sono, perduta nell’oblio di ciò che non c’è, che mi manca, che non torna.
    Consolata da mille voci che rompono quel silenzio, il mio, la mia pace, il mio mondo.
    Consolata.
    Cullata.
    Le amo, le cerco, allungo la mano.
    Eppure scappo.
    Il cielo non m’aiuta ad uscire dall’oblio in cui mi rifugio.
    Sento il respiro dolce di chi arricchisce la mia vita eppure cerco di non toccare quella luce.
    Mi scotto.
    Scappo.
    Mi ritraggo come una tartaruga impaurita dentro la sua corazza.
    Come un fiore sotto il piede di chi lo calpesta. Eppure alzo gl’occhi.
    M’accorgo che quel sole mi piace.
    Sono un'anima randagia in cerca d'un cammino che le appartenga.
    In cerca di pace.
    Il silenzio, forse, non mi basta più...
    30 November

    Arcobaleni(S)carichi

    Se non puoi amarmi, amore mio, perdona il mio dolore.
    Non guardarmi sdegnato, da lontano.
    Tornerò nel mio cantuccio e siederò al buio.
    Con entrambe le mani coprirò
    la mia nuda vergogna.
    (Tagore)
     

    Affondo i pensieri stanchi nel ricordo di quel che è stato,

    di ciò che vorrei ancora, che forse non tornerà più.

    Corro, scappo, m'inseguo con gl'occhi

    eppure non mi trovo.

    Il mio stomaco è un mare in tempesta che non trova sfogo,

    che non si piace, che non sa come deve fare.

    Unghie lunghe, affilate sul vetro. Lo specchio di quel che sono.

    Affogo, ansiosa di scoprire il mio destino,

    nuvole rapide, scure all'orizzonte.

    Tempesta.

    Ma si sa, oltre le nuvole il cielo è sempre sereno...

    23 November

    Pen(Sieri)RetroAttiviIntintiInUnaTavolozzaDiColoriSpenti...

     
    Oziare. Pensare.
    A volte è proprio bello il suono del silenzio.
    Il rumore dei pensieri che ti affollano la testa, i più disparati, contorti, impensabili.
    Le idee che ti costruiscono la Vita.
    Se ci pensi bene, la base della Vita stessa.
    Vorrei poter avere più tempo per capire, per capirmi ed ascoltare quella musica che m'arriva dall'anima. E allora dall'ozio potrei intuire la mia vera natura, e la mia vera strada, quella autentica cui sono destinata...
     
    E invece no. In questi tempi frenetici io lavoro, lavoro, lavoro. E a volte non ho oppure il tempo di stancarmi.
    Passo da un cielo all'altro indistintamente, senza confini, senza tracce apparenti di tutte le Vite che mi scorrono davanti alle mani, che m'affollano, spingendo rumorose, la mente.
    Sono qui eppure non ci sono.
    Cerco la mia dimensione, il mio regno.
    Piccola Cenerentola imbalsamata in un giardino di ranocchi ignoranti.
    Vorrei mangiare la mela, ma anche quello sarebbe troppo per il mio essere così docile. Cerco una strega che mi liberi dall'incantesimo, ma trovo solo chi mi dà una spinta sempre più giù, verso il punto di non-ritorno.
    Forse siamo solo tutti troppo stanchi, d'intingere la nostra Vita nei colori fluorescenti di qualcun altro...
     
    Forse la soluzione sta tutta nel chiudere gl’occhi per credere d’essere l’unico essere al mondo, e costruirsi un’esistenza autentica, così come la si vuole sinceramente.
    Soluzione? Eppure senza gl’altri non siamo niente.
    Aneliamo il contatto di chi c’è accanto, la conferma, il supporto. Chiediamo se sia giusto. Vogliamo decidere, c’illudiamo di poterlo fare, ma siamo poi perpetuamente schiavi del giudizio, del mondo, dello sguardo di un esterno che cerchiamo di sopraffare e del quale siamo irrimediabilmente succubi.
    Ecco la vera natura dell’uomo: essere sopraffatti illudendosi di sottomettere.
    E’ il cane che si morde la coda, il circolo vizioso cui tutti partecipiamo da sempre.
    E’ il cerchio della Vita.
     
    Mi chiedo chi sono, cosa faccio, cosa mi piace. Ma in fondo, m'accorgo che siamo tutti uguali.
    Stessi giorni, stessi giochi, stesse paure. Vorremmo saper di più per consolare la nostra anima sapendo che non siamo soli nelle nostre fobie, nelle nostre manie, nei giorni e nel nostro imperterrito cercare. Nella voglia di avere sempre di più. Com’è giusto che sia.
    Non amo scoprirmi, non posso. Nemmeno io mi conosco così tanto da poter raccontare di me tutto d’un fiato.
    Ci sono cose del mio essere che fatico a ricordare. Ci sono cose del mio essere che fatico a comprendere.
    E se potessi avere la visione d’insieme, sarei forse la donna perfetta.
     
    Mi perdo nei suoni duri, a volte freddi e metallici della musica, quegli stessi suoni capaci di diventare leggeri, docili, quasi liquidi, che mi toccano la sensibilità, che mi abbracciano lo spirito.
    Ecco cosa adoro. Essere coccolata dal mondo. Essere stretta tra le braccia dell’immenso, aver la luce che mi sfiora il viso e mi fa strizzare gl’occhi un po’, sentirne il profumo invadermi la mente e non dover più pensare ad altro. I suoni.
    I suoni sono la mia passione. Il suono del giorno, del buio, persino il rumore del silenzio.
    E poi le parole. Mi diverto a creare nuove forme con le parole, con il loro dolce scivolar sulle labbra e nelle orecchie, negl’occhi di chi sta davanti. Adoro gl’intrecci d’immagini che possono creare, associazioni disparate, comiche, dolci, leggere, tristi, a volte assurde. La sorpresa per la scoperta.
    Cosa c’è di più bello dell’immaginazione?
     
    E poi l’arte. In tutte le sue forme.
    Mi commuovo di fronte a tutto ciò che è slancio interiore, talento, comunicazione. Quella stessa comunicazione che un po’ mi spaventa, parte di quell’universo cui sono attratta e che rifuggo un po’, nel tentativo di capire.
    Capire e crescere. Il mio cervello pigro non ne ha mai abbastanza.
     
    E il contatto. Quello un po' mi spaventa. Sono qui, nel mio rifugio telematico da dove posso scoprirmi un po'. Ma non del tutto.
    In fondo, la sottile barriera di uno schermo è una protezione pesante da tutto il resto. Dal bello e dal brutto del mondo, senza nasconderne però i colori autentici. Quelli che posso vedere attraverso gl'occhi dell'Anima.
    22 November

    RumoreSordoCheMiSoffocaIlRespiro...

    I pensieri cominciavano ad essere troppo ingombranti.
    Il rumore troppo forte.
    Lo spazio tropp’angusto.
    La vista chiedeva spazio, in questo cielo di grigiore cupo che mi soffoca la vita.
    E allora…allora eccomi qui.
    Una voce tra tante, una voce come tante, come tutte le altre con qualcosa da gridare, una voce soffocata tra le piume d’un cuscino scomodo da gestire, da custodire senza lamenti, lenzuola fresche di bucato e troppo perbenismo.
    E allora…ecco il mio spazio per gridare…
    Ho paura…
    Me ne pentirò?...
     
     “(…)Dinanzi a me non fuor cose create
    Se non etterne, e io etterno duro.
    Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate”.
    (Inferno, 3, 7)