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16 April FrammentiFragiliDiStelle[Cadenti]Sospeso
all’ultima illusione
Ho respirato polvere stellare,
Là dove il vento non esiste
Là dove non si può gridare... Giorni d'emozione, di luccichio, d'amore. Di nuvole alte nel cielo soleggiato, primavera degl'occhi, primavera del cuore. Volo che di più non posso, cerco di scoprire tutto il mio dentro e di mostrarlo al mondo. Sarà questo vento fresco che mi soffia sul viso. Sarà che socchiudo un po' gl'occhi e tutto appare più puro, limpido, bello. Cerco l'orizzonte, voglio interpretarne i segni. Dov'è la cartomante che m'illumini sul mio destino? Gioco a carte scoperte la mia battaglia verso la pienezza di Me. Verso quel che voglio. Ma cosa voglio? Vorrei saperlo una volta per tutte. Intanto inseguo il mio sogno di libertà e leggerezza, di raggi che passano dalla finestra per posarsi sul cuscino stropicciato da sguardi in simbiosi. Lenzuola profumate di silenzi sospirati e mani intrecciate. Lenzuola mie, nostre, non più in prestito, non più rubate a mille corpi sconosciuti, uno dopo l'altro, prima e dopo di Noi. Vorrei un davanzale per appoggiarci i miei desideri. Vorrei lasciarli lì in attesa del momento propizio. Prima o poi verranno buoni. Ed arrampicarmi sull'albero più alto del mio giardino, dove nessuno più vedermi, a testa in giù per guardare il Mondo da un'altra prospettiva. Diversa. Nuova. Unica. Al contrario. Forse tutto diventerebbe dannatamente più semplice. O solo banale? Sempre meglio di scontato. Come mi sento in questo mio essere mediocremente ordinaria. Sono umore altalenante in bilico sul ciglio del marciapiede a strapiombo sul destino. (Segnato? ) Sono sorriso di circostanza impastato sui denti. Sono tolleranza-zero e buonismo inventato. Ma pure entusiasmo infantile per il Volo d'un gabbiano in pieno centro a Toronto. Colori di spazi sconfinati e aurore boreali da inventare. Sono lacrime di quel che ammiro nel resto. Che sogno d'ottenere e (forse) non raggiungerò mai. Sono voce da bambina e occhioni sgranati. E soprattutto s o n o.
S.p.e.c.i.a.l.e. Ecco cos'hai di diverso quando mi guardi negl'occhi e mi sussurri b.a.s.e.r.u. come non facevi da mesi...grazie. Ora riprenditi anche il mio corpo, oltre alla mia Anima. E fanne ciò che vuoi.
Resti qui, incollato alle mie ciglia come frammenti fragili di stelle cadenti fissate troppo a lungo...
[special thanx to FioreNero per le sue parole sempre indimenticabili. Coccole per il cuore...grazie]
11 April CarpeDiem...E' così strano, a volte, ritornare in quei posti.
Quelli lontani da tanto, troppo tempo.
Quelli vissuti fin nell'anima e di colpo scomparsi. E non sai perché.
E non sai come.
E' indescrivibile la sensazione di tornare al passato.
Di riviverlo al presente in quegl'occhi che ti scorrono davanti.
Sentire una voce e credere per un istante di non essertene mai andata.
Quesi dieci anni fa.
Ero viva. Me lo sentivo fin dentro l'anima.
Ero piena d'euforia, emozione.
Respiro.
Colori mai visti prima proprio lì davanti agl'occhi.
Il giallo di una barca, l'azzurro-verde di quest'occhi identici ad allora.
Quasi dieci anni e nulla è diverso.
Una parlata familiare, il mio nome urlato con una erre che stride sul palato. Dopo anni che non la sentivo.
Vorrei ritornare. Vorrei crescere ancora con quel posto pulito sulla pelle.
Ch'è ancora lì. Identico.
Preciso. Diverso eppure uguale.
Ho le mani gelate, un profumo naturale sulle guance. Il sangue pompa nel cuore.
L'emozione è tutta qui, tra le mie dita. Posso stringerla, toccarla.
Posso prenderla. Sono ancora in tempo.
Vorrei farlo davvero.
Domani deciderò. E., domani deciderò. E forse mi vedrai lì davvero.
Perché la nostalgia è troppa. Perché la nostalgia fa male.
Di quel male dolce che mi scalda il petto, che mi scorre nelle vene e le fa tremare.
Che mi fa sentire come allora.
Frustratamente viva.
Indescrivibilmente al centro della Vita.
E grazie di tutto quello che le parole non possono descrivere...
Grazie di quei giorni pieni.
Grazie di non averli dimenticati...
Anto...in queste note c'è un po' di Te, lo sai...
Frà...le foto sono tue. Per Te. Che mi pensi tanto...
grazie. Vvb
06 April CentroDiGravitàSbilencaE poi vedersi.
E stringersi di nuovo.
Come se non ci conoscessimo, come se ogni volta fosse un nuovo incontro. Da zero. Da capo.
Tutto nuovo.
Imbarazzati sconosciuti di noi stessi.
Di tutto il nostro stare assieme. O forse solo di quel poco...
Meno Zero e tu sei qui.
Poche ore e sei volato via di nuovo.
Guardo i tuoi occhi e sono luminosi come un tempo.
Guardo i tuoi occhi e dentro ci sono io.
Ma come posso abbandonarmi a questo tempo ipertinente che ti riprende e
ti scansa ancora, e ancora, e ancora, dalla mia Vita,
da Noi?
Da me.
Dove sei, dove resti quando non sie nei miei occhi?
Dove vanno le mie mani quando non possono toccarti?
Dove porti le tue?...
Che vorrei sempre su di me.
Pochi attimi e siamo anocra Noi.
Pochi attimi e ti conosco di nuovo. Ed allora quel bacio è mio.
Quelle labbra m'appartengono.
Ma per quanto?
Poche ore ed anche il mio Meno Zero è svanito nel sole d'una giornata primaverile.
L'ennesima che c'ha incrociati.
L'ultima che ci vede separarci. Ancora.
Come succederà ancora.
Come succederà può darsi per sempre.
La mancanza di Te è una corda appesa che stringe di più
ad ogni movimento.
Mi lega e non s'allarga,
mi blocca.
Il cuore.
Fino a sanguinare...
01 April AllaRicercaDellaNoRMaLiTà[Come si può
vivere
d'AtTEsA?]
Sogno giorni fatti di serate perse a guardare la tv.
Di vacanze insieme, nel luogo più banale del mondo.
Di telefonate per la lista della spesa, o anche solo di chiamate RisPosTE...
Vedo mattini in cui la luce di due occhi si trasforma in quattro.
In cui il tempo si ferma, per una gita in bicicletta tra i campi.
E ogni attimo non deve essere speciale perchè raro.
Vorrei una ViTa qualsiasi.
Fatta d'attimi QuALsiAsi.
Piena di NoiA dello stare assieme.
Almeno per una volta...
Senza fiatone affannato di PaSSioNE fugace, da consumare in fretta,
perchè il tempo stringe.
E passa.
E NoN torna.
Anni d'attesa m'hanno segnato il viso.
Sogni ridestati,
disillusi
m'hanno forgiata per il FuTuRo.
Rimpianti di momenti mai consumati,
d'esperienze sole,
solitarie,
uniche eppure monche,
spezzate in due.
Di LeNzuOLa anonime
lasciate ancora tiepide.
[il nostro ProFUMO regalato a qualcun altro
che non lo ascolterà,
che non lo sentirà,
che lo dimenticherà in una lavanderia dimessa]
Ti ho RitRovAtO,
ma il sentimento è così impaurito,
iPoCoNdRiaCO
d'emozioni rapprese,
trattenute.
InCHIoDaTE...
[tempo, vogliono ancora TEmpO.
E' una richiesta continua di TE.
Che è anche di me.
Che sei me...
Relegata a questa fermata d'autobus soppressa.]
Eppure non m'arrendo.
Continuo a cercare.
La mia NuVoLA leggera.
O forse, solo un po' di terra stabile sotto i piedi.
Ne ho abbastanza di VoLaRE...
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